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Cambi di stagione: quanto influiscono sul benessere intestinale?

Cambi di stagione: quanto influiscono sul benessere intestinale?

Malessere e spossatezza possono accompagnare i cambi di stagione e spesso vanno a braccetto con gonfiore e dolore addominale.

In poche parole le transizione, il cambio di temperatura, l’orario che si allunga o si accorcia possono influire notevolmente sul benessere intestinale.

Questi cambiamenti colpiscono l’intestino con sintomi come ad esempio gonfiore addominale, stipsi o diarrea.

Perché i cambi di stagione influiscono sull’intestino?

La maggior parte dei disturbi è legata ad un’alterazione significativa del microbiota di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Il nostro apparato digerente vive ospitando una varietà di batteri buoni e cattivi, che facilitano la digestione.

Questi batteri hanno inoltre il compito di proteggerci dall’attacco di agenti patogeni e infezioni.

Con l’arrivo dell’autunno però, ci sono cambiamenti importanti come quelli di orario, come alcune produzioni ormonali cambiano, come le temperature che si abbassano e il nostro corpo è chiamato a reagire.

Il nostro sistema nervoso deve quindi resettare alcune funzioni importanti e reimpostarle per la nuova stagione e per adattarci alle nuove condizioni.

Anche il microbiota si trova coinvolto in questo nuovo inizio e spesso ne risente alterandosi e portando allo sviluppo di disturbi intestinali associati al cambio di stagione.

Questa alterazione nella composizione della microflora intestinale consiste generalmente in una riduzione delle specie batteriche “buone”, come per esempio i lactobacilli, e un aumento di quelle dannose.

Questo squilibrio batterico può portare alla disbiosi che può manifestarsi con sintomi come nausea, difficoltà a digerire, gonfiore addominale, stipsi o diarrea.

La microflora intestinale inoltre può andare incontro a variazioni anche a seguito di altri cambiamenti. Tra questi c’è sicuramente un maggiore stress dell’organismo e la possibilità di dover gestire terapie antibiotiche.

La composizione stessa del microbiota non è costante ma varia nel corso della vita, in base all’età, al tipo di alimentazione seguita e, in alcuni casi, anche al clima. 

Ecco quindi che, per alcune persone, il cambio di stagione può essere associato a disbiosi e quindi a disturbi intestinali.

Intestino e cambi di stagione: una mediazione continua

Continuando nella nostra spiegazione sul perché l’intestino risente molto del cambio di stagione dobbiamo aggiungere un ulteriore componente importantissima.

Nel tratto dell’intestino sono presente delle cellule linfocitiche coinvolte nel sistema immunitario.

Questi linfociti sono abituati a tollerare i batteri dell’intestino, che sono per loro dei coinquilini a tutti gli effetti, altrimenti tutto ciò che mangiamo porterebbe a delle reazioni e ad una risposta immunitaria non positiva per il nostro organismo.

L’intestino senza questa convivenza pacifica, riconoscerebbe ogni alimento come un corpo estraneo. 

Il microbiota nelle sue diverse funzioni ha anche quella di mediatore: gestisce infatti questa tolleranza tra noi e gli alimenti, ma anche con l’aria e con qualunque cosa venga introdotta nel nostro corpo ed entri in contatto con i linfociti del tratto gastrointestinale.

Come abbiamo detto però il microbiota cambia con il cambiamento della stagione e questa sua fase di transizione può aprire la porta ai disturbi digestivi di cui abbiamo parlato sopra.

Ma non solo: può anche favorire i classici malanni della stagione fredda, raffreddore e influenza in prima linea.

Cambi di stagione ed intestino: segui alcune regole per mitigare il cambiamento

Ci sono chiaramente alcuni piccoli aiuti che possiamo dare al nostro corpo per aiutarlo a vincere sul cambio di stagione.

Per la buona funzionalità dell’intestino si raccomanda ad esempio di bere almeno un litro e mezzo o due litri di acqua al giorno.

Generalmente in inverno e con l’inizio del freddo si tende a bere meno, mentre è bene impegnarsi a mantenere idratato l’organismo.

È bene svolgere un’attività fisica regolare e non lasciarsi vincere dalla pigrizia autunnale poiché lo sport è associato a un maggiore benessere dell’attività intestinale

Oltre a queste piccole regole si può scegliere anche il supporto di integratori alimentari che possano essere di aiuto all’intestino come ad esempio il CP150 ed il CPMind.

Vi consigliamo il primo se i disturbi sono legati principalmente all’alterazione della flora batterica a causa di abitudini alimentari scarse e ad una vita sedentaria.

Nel caso in cui invece sia anche il fattore stress ad entrare in gioco, il CPMind è la soluzione ideale per ritrovare il buonumore e la felicità dell’intestino.